lunedì 19 settembre 2016

Il nostro Budosai! - Okinawa 2016.


Pubblichiamo un collage di foto e di riflessioni condivise a caldo durante lo svolgimento del Budosai 2016 che ha visto la partecipazione di un'importante delegazione italiana. Le pubblichiamo così come sono nate, perché rendono bene l'entusiasmo e l'energia che questa esperienza ha saputo regalare a chi ha avuto l'onore e il piacere di parteciparvi.

Il nostro Budo Sai IOGKF, 1100 partecipanti da 40 nazioni!
Il più grande evento di karate di Okinawa nella storia per di più organizzato nella stessa Okinawa. Solo la IOGKF riesce a riunire sotto lo stesso tetto tanti praticanti da tutto il mondo che, divisi in molti gruppi (tutte le sale del Budokan sono state impegnate) seguiti da Higaonna Sensei e dai più grandi Insegnanti della IOGKF per una settimana di duri allenamenti (per i gradi più alti 5 ore al giorno) senza alcuna competizione.

Traditional Karate at its best!





Shuichi Aragaki Sensei ultimo discepolo vivente di Chojun Miyagi Sensei assiste alla nostra pratica.
foto IOGKF Russia
"Real strength consists of a straight but flexible mind and a body tempered by hard practice." Gozo Shioda Sensei




Sensei Paolo Taigō Spongia con Sensei Masakazu Kuramoto

la delegazione IOGKF Italia

Quel che sta accadendo questi giorni ad Okinawa sta confermando quello che sostengo da anni. Il futuro è del Karate antico, del Karate Tradizionale, delle Scuole serie che formano veri praticanti ed insegnanti.
Alla faccia degli istruttorucoli di karate-sport che affermano che senza gare le 'palestre' si svuotano, gli allievi perdono motivazione (d'altronde cos'altro potrebbero insegnare visto che il karate non hanno mai iniziato a praticarlo?)... Le palestre di karate-sport ...si stanno svuotando, le gare federali sempre meno frequentate, mentre il Budo Kan di Okinawa accoglie 1100 praticanti da tutto il mondo riuniti per il Budo Sai IOGKF!
Quando da ragazzo gareggiavo ricordo giornate interminabili, ore ed ore ad aspettare il mio turno per combattere, per il gran numero di atleti in ogni categoria.
Oggi le medagliette se le contendono quattro gatti spelacchiati.
Alla fine 'the real thing' sta avendo la meglio:.l'Arte Marziale prevale sullo sport.

Al Budo Kan in questi giorni si allenano insieme per lunghe ore di dura pratica migliaia di karateka di tutte le età con la determinazione, la curiosità e la leggerezza di chi coltiva l'esercizio di un'Arte che restituisce un tesoro immenso in termini di formazione, educazione, forza e salute, niente a che vedere con lo sport finalizzato alla ricerca di un effimero risultato agonistico.

Sensei Paolo Taigō Spongia con Sensei Kazuo Terauchi

"Chojun Miyagi Sensei affermava che lo scopo ultimo del Karate è di sviluppare un carattere equilibrato, che permette di essere gentile da una posizione di forza, e di vivere una vita modesta con fiducia con un approccio al mondo che ci circonda fondato sull'umiltà"




Una serata ad Okinawa con veri amici cosa chiedere di più?







Bellissimo regalo ricevuto da Higaonna Sensei. Una tazza creata da un artigiano di Okinawa con il kenkon ed avvolta da un drago.

  
Oggi termina la pratica al World Budo Sai IOGKF.
5 intense giornate di pratica, 5 ore di allenamento al giorno sotto la guida di Higaonna Sensei e dei grandissimi Senior Instructors IOGKF.
1100 praticanti divisi in gruppi di livello hanno occupato tutte le sale del Budo Kan di Naha.
La IOGKF ha una caratteristica a mio sapere unica tra le organizzazioni di karate tradizionale. Higaonna Sensei, nei quasi quarant'anni dalla fondazione della IOGKF, ha insegnato senza risparmiarsi costruendo una classe di Insegnanti di altissimo livello che sono a capo delle molte nazioni che fanno parte della Scuola.
Inoltre, e anche questa è una caratteristica unica nel panorama marziale mondiale, i membri IOGKF durante i Gasshuku hanno il privilegio di allenarsi sotto la guida non solo di Higaonna Sensei ma anche dei Senior Instructors di un livello altissimo: Nakamura Sensei, Bakkies Sensei, Terauchi Sensei, Mistry Sensei, Larsen Sensei, Molyneux Sensei, Andrews Sensei, Nunes Sensei, Monteiro Sensei, Masuyama Sensei, Yamashiro Sensei, Kuramoto Sensei, Uehara Sensei, Kokubo Sensei, Marchant Sensei...Ognuno di questi insegnanti, dal settimo al nono dan (Bakkies Sensei), pratica da decenni sotto la guida di Higaonna Sensei e ognuno di loro, oltre ad interpretare perfettamente il Goju-Ryu di Okinawa più puro trasmesso da Higaonna Sensei, porta avanti la propria ricerca con le sue specifiche caratteristiche. Ne deriva una ricchezza infinita di intuizioni ed elaborazioni, messa al servizio di tutti gli allievi.
Un livello tecnico altissimo e una solida coesione familiare preannuncia un fulgido e solido futuro per la nostra scuola.



Durante il Sayonara Party del World Budo Sai IOGKF, abbiamo donato al mio Maestro, Higaonna Sensei, la statua che lo raffigura seduto in seiza che abbiamo commissionato a Alessandro Ottone Terrerosse, artista Sorrentino, per celebrare i vent'anni della IOGKF Italia e i trenta del Tora Kan Dōjō.



Aggiungi didascalia


Ospite alla serata di dimostrazioni del World Budo Sai IOGKF, Kanazawa Sensei, grande amico di Higaonna Sensei, accompagnato da suo figlio.



Diego ed Alessandro allievi del Tora Kan Dojo praticano nel leggendario Higaonna Dojo…
(i primi due in alto a sinistra).







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domenica 11 settembre 2016

Che la terra ti sia lieve...

Abbiamo con sgomento e dolore appena saputo...
il Blogger Ispidocafè era un amico, uno spirito profondo, nutrivamo reciproca stima e spesso ci scambiavamo scritti.
Questo il messaggio del figlio Davide letto stamattina:

https://unispidocafe.blogspot.it/2016/08/salve-tutti-mi-chiamo-davide.html?showComment=1473576628623#c6988068617163554430

Che la terra ti sia lieve caro amico.

giovedì 28 luglio 2016

Le cose e gli esseri esistono - Simone Weil


Pubblichiamo la lettera scritta nel 1942 da Simone Weil a Joe Bousquet. Nella sua radicale semplicità mostra la straordinaria importanza dell'attenzione, che opposta alla distrazione concorre a costruire il fondamento legittimo di ogni morale.

Mi ha profondamente commossa constatare che ha dedicato una viva attenzione alle poche pagine che le ho mostrato.
Non ne traggo la conclusione che meritino attenzione. Considero tale attenzione come un dono gratuito e generoso da parte sua. L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità. A pochissimi spiriti è dato scoprire che le cose e gli esseri esistono. Fin dalla mia infanzia non desidero altro che averne ricevuto, prima di morire, la piena rivelazione. Mi sembra che lei sia orientato verso questa scoperta. In effetti, ritengo di non aver conosciuto, da quando sono giunta in questa regione, nessuno il cui destino non sia di gran lunga inferiore al suo; tranne un’eccezione. (L’eccezione, lo dico di sfuggita, è un domenicano di Marsiglia quasi completamente cieco, di nome padre Perrin. Deve essere stato nominato da poco, credo, priore in un convento di Montpellier; se capitasse a Carcassonne, ritengo che varrebbe la pena di organizzare un incontro tra voi.)
La scoperta che le dicevo è in fondo il soggetto della storia del Graal. Solamente un essere predestinato ha la facoltà di domandare ad un altro: «Qual è dunque il tuo tormento? ». E non gli è data nascendo. Deve passare per anni di notte oscura in cui vaga nella sventura, nella lontananza da tutto quello che ama e con la consapevolezza della propria maledizione. Ma alla fine riceve la facoltà di rivolgere una simile domanda, nel medesimo istante ottiene la pietra di vita e guarisce la sofferenza altrui.
E questo, ai miei occhi, l’unico fondamento legittimo di ogni morale; le cattive azioni sono quelle che velano la realtà delle cose e degli esseri oppure quelle che assolutamente non commetteremmo mai se sapessimo veramente che le cose e gli esseri esistono. Reciprocamente, la piena cognizione che le cose e gli esseri sono reali implica la perfezione. Ma anche infinitamente lontani dalla perfezione possiamo, purché si sia orientati verso di essa, avere il presentimento di questa cognizione; ed è cosa rarissima. Non v’è altra autentica grandezza. Parlo di tutto questo non propriamente come un cieco, ma come un quasi cieco potrebbe parlare della luce. Almeno penso di vedere abbastanza per avere potuto riconoscere in voi questo orientamento.
E un regno in cui opera il semplice desiderio, purché autentico, non la volontà; in cui il semplice orientamento fa avanzare, a patto che si resti sempre rivolti verso lo stesso punto. Tre volte felice colui che è stato posto una volta nella direzione giusta. Gli altri si agitano nel sonno. Colui che procede nella giusta direzione è libero da ogni male. Benché sia, più di chiunque altro, sensibile alla sventura, benché la sventura gli procuri soprattutto un sentimento di colpa e di maledizione, tuttavia per lui la sventura non costituisce un male. A meno che non tradisca e non distolga lo sguardo, sarà sempre preservato. Anche quando si sente completamente abbandonato da Dio e dagli uomini, è comunque preservato da ogni male. Per aver parte a questo privilegio basta desiderarlo. E' proprio questo desiderio a essere cosa estremamente difficile e rara. La maggior parte di coloro che sono convinti di averlo, non l’hanno.
Tutta la parte mediocre dell’anima si rivolta e vuole soffocare il desiderio da cui si sente minacciata di morte, e riesce il più delle volte a raggiungere il suo scopo attraverso qualche menzogna. Allora si sente al sicuro. Gli sforzi, la tensione della volontà non la turbano. Si sente unicamente minacciata dalla presenza nell’anima di un punto di desiderio puro.
Quanto prima le manderò la copia di alcuni versi di Eschilo e di Sofocle con il mio tentativo di traduzione. Anche un Nuovo Testamento in greco. Mi rimprovero di non averle detto una cosa a Carcassonne. Questa. Poiché lei ha bisogno di far venire un farmaco da Marsiglia, se in qualche modo posso esserle utile, disponga di me. Non tema di causarmi disturbo, se sarà necessario.
Creda alla mia amicizia.





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venerdì 24 giugno 2016

Chi sei tu?






Sawaki Roshi (grande Maestro Zen del ventesimo secolo) aveva studiato fino alla seconda elementare ma fu chiamato ad insegnare all'Universitá di Komazawa.
Approcciava gli studenti dicendo: " se studiate per trovare lavoro é come se mangiaste al fine di defecare..."
" in origine studiare significava fare ricerche sulla propria vita"
Acquisire gli strumenti per puntare all'eccellenza, che non ha nulla a che vedere con il solo eccellere sugli altri, e lo studio non era mai scisso dall'educazione, intesa anche come educazione morale.
Senza un'educazione morale, religiosa, lo studio rischia di generare uomini arroganti che perdono di vista il loro posto nell'ordine delle cose e che sono animati da competitivitá finalizzata all'affermazione del proprio ego. Inoltre, e questi effetti sono sotto gli occhi di tutti, perdono il contatto con la propria interioritá e il rispetto verso il sacro ed il mistero riducendo tutto alla ragione umana.
Ecco che allora l'esperienza contemplativa dello Zazen diviene terapeutica perché pone l'uomo di fronte al mistero, disarmandolo delle sue armi intellettuali.
Lo pone di fronte alla domanda fondamentale: chi sei tu spogliato del tuo essere ingegnere, avvocato, muratore, marito, padre, figlio... Chi sei tu ? Spogliato di tutto e ricondotto all'essenziale, al tuo respiro, al tuo corpo come corpo cosmico?

martedì 14 giugno 2016

Trentennale - Lettera di Sensei Paolo Taigō Spongia - Paolo Taigō Spongia Sensei's letter (Ita-Eng)




Sono trent'anni
nel comune Cammino
Verso noi stessi
 

Praticando Karate-Do, sedendo in Zazen, pulendo i bagni, costruendo Dojo, inseguendo visioni e sogni, condividendo gioie, fatiche e dolori... Sono passati trent'anni.
Trent'anni, il tempo di un kata.
Una miriade di volti, di voci, di cuori, sono passati lasciando un'eco che ancora riverbera, altri continuano a camminare insieme su questa Via senza traguardo che ci rende alleati e fratelli nella conquista quotidiana di noi stessi.
Una vita di pratica non è segnata da gesti straordinari, ma dal sottile eroismo del quotidiano, che affronta ogni giorno inerzia e paura animato dal sentimento di gratitudine che impone la restituzione di un debito inestinguibile.
Prendersi cura di un luogo è prendersi cura di coloro che lo abitano e lo abiteranno.
Prendersi cura, una definizione bellissima, disegna il cuore di una madre.
Non basta costruire ancor più importante è mantenere e coltivare, giorno dopo giorno.
Guardando indietro a questi trent'anni non vedo altro che un continuo 'prendersi cura', l'anima del Tora Kan Dōjō e della Iogkf Italia.
E questo prendersi cura si esprime anche nel preservare incarnandola attraverso la propria pratica, una tradizione tanto rara e preziosa quale quella della nostra Arte: il Goju-Ryu di Okinawa che ho ereditato dal mio amato Maestro Morio Higaonna Sensei, che a sua volta l'ha ereditata da An'Ichi Miyagi Sensei discepolo del fondatore Chojun Miyagi Sensei in una successione di uomini appassionati e leali che da lontano è giunta fino a noi.
Rivedo quel giovane, che richiamato da una vocazione irresistibile si lancia all'inseguimento di una visione, avevo 23 anni oggi ne ho 53, e pur essendo per carattere piuttosto inquieto e mai pago, posso dirmi soddisfatto.
Non c'è mai stata nella mia vita una separazione tra la vita nel dojo, il mio insegnamento e la mia pratica e la vita fuori dal dojo, la mia vita familiare, le amicizie... Tutto quello che ho vissuto è stato occasione di pratica e le scelte, anche quelle scomode, dolorose e ad un primo sguardo incomprensibili, hanno trovato la loro collocazione nel disegno della mia vita.
Non mi sono mai risparmiato, mi sono speso completamente in quest'avventura, e mi è stata restituita la ricchezza infinita che siete tutti voi.
Philippe Petit afferma: "I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni."
Io ho imparato molto presto a saper ascoltare il mio cuore, a credere nei sogni e questo mi ha guidato e continua a guidarmi nelle scelte che mi hanno portato fin qui.
Cos'è che rimarrà di tutto questo?
Rimarrà una visione del mondo che avrà orientato i cuori di molti e sapremo di aver offerto al mondo uomini migliori.
Perchè al Tora Kan Dōjō e nei Dojo della Iogkf Italia si è fatta e si fa vera educazione e con le parole di Jigoro Kano Sensei:
 
“Nulla, sotto il cielo, è più importante dell’educazione: l’insegnamento e la virtù di un solo uomo di valore può raggiungere una moltitudine, e il sapere di una generazione può influenzarne cento altre. La vera educazione accelera il progresso di centinaia d'anni”.
 
Vi prego dal profondo del cuore, offrite ad altri quel che avete ricevuto e non lasciate che vada perso.
 
Paolo Taigō Spongia


ENGLISH VERSION

 

Are  thirty years
on the shared Path
Toward ourselves
 

Practicing Karate-Do, sitting in Zazen, cleaning the toilets, building Dojo, chasing visions and dreams, sharing joys, hardships and sorrows ... thirty years have passed. Thirty years, the time of a kata.
A myriad of faces, voices, hearts, have passed leaving an echo that still reverberates, others continue to walk together on this path without a finishing line  that makes us allies and brothers in the daily conquest of ourselves.
A lifetime of practice is not marked by extraordinary gestures, but by the subtle everyday heroism that faces every day inertia and fear animated by the feeling of gratitude which requires to return an inextinguishable debt.
Take care of a place is to care for those who live and dwell there. Take care, a beautiful definition, draws the heart of a mother.
But it is not enough to build, even more important it is to maintain and let grow day after day. Looking back on these thirty years I see nothing but a continuous 'taking care', the soul of Tora Kan Dōjō and IOGKF Italy.
And this care is also expressed in preserving, embodying it through our own practice, a tradition as rare and precious as that of our Art:  Okinawan Goju-Ryu  that I  received from my beloved Master Morio Higaonna Sensei, which in turn  He has inherited from An'ichi Miyagi Sensei disciple of the founder Chojun Miyagi Sensei in a succession of passionate and loyal men that from afar has passed down to us.
I see in my memory this young man, who called from an irresistible vocation, sets off in pursuit of a vision, I was 23 now I am 53, and although I own a restless character, I can say to be satisfied.
There has never been in my life a separation between my life in the dojo, my teaching and my practice and the life outside the dojo, my family life, friendships ... Everything I experienced has been a moment of practice and the choices, even those uncomfortable, painful and incomprehensible at first glance, have found their place in the design of my life.I never spared myself, I spent myself entirely in this adventure, and I received back  the infinite trasure that all of you are.
Philippe Petit says: "The limits exist only in the soul of those who miss dreams."
I learned very early how to listen to my heart, to believe in dreams, and this has oriented me and continues to guide me in the choices that led me here.
What will remain of all of this?
It will remain a vision of the world that will have oriented the hearts of many and we will know that we have offered to the world many better human beings.
Because the Tora Kan Dōjō and the Dojos of IOGKF Italy has made and makes real education and in the words of Jigoro Kano Sensei:
"Nothing under the sky is more important than education: the teaching and virtue of only one man of value can reach a multitude, and the knowledge of one  generation can affect a hundred others. True education accelerates the progress of hundreds of years. "
I beg you from the bottom of my heart, please offer to others what you have received and do not let it to be lost.

Paolo Taigō Spongia



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domenica 12 giugno 2016

Il Vaso Governatore

Il Maestro di Spada Enrico Salvi ci invia un interessante approfondimento sul tema dei meridiani energetici utile anche nella ricerca di una corretta postura per la meditazione seduta.
Riprendendo l’argomento dei meridiani energetici (keiraku) trattato il 16 marzo 2016, potrà risultare di un certo interesse soffermarsi un poco sul Vaso Governatore, Du Mai 督脈, il cui ideogramma significa appunto governare, sorvegliare, correggere, con riferimento anche alla postura (shisei), che, com’è noto, riveste basilare importanza nelle arti marziali e, in particolare, nella meditazione seduta (zazen, seiza-mokuso).
È detto “vaso” poiché costituisce un “bacino” di raccolta per l’energia che poi fluisce negli altri meridiani; consta di 28 punti ed inizia nel perineo situato tra l’ano e la punta del coccige; da qui segue un percorso ascendente lungo la colonna vertebrale (l’Albero della Vita!) che contiene il midollo spinale ed influenza le funzioni nervose e mentali, fino a giungere nel cervello ed alla cima della testa, cominciando poi a discendere fino al palato (al frenulo tra la gengiva ed il labbro superiore). Pertanto, la sua area d’influenza riguarda schiena, spina dorsale, parte posteriore del collo e testa, che a loro volta interessano in particolar modo la correttezza della postura, soprattutto con riguardo alla Verticalità in quanto Rettitudine, a proposito della quale si ricorda l’Asse Zenit/Nadir, Asse del Mondo e della “volontà del cielo” di cui nell’intervento, sempre su questo blog, del 4 maggio 2015.
Di basilare importanza è il fatto che al Vaso Governatore sia legata l’efficienza della colonna vertebrale, che è il governatore (proprio come il Vaso) del movimento (undo) concernente il kata come anche dell’immobilità (fudo) richiesta dalla meditazione seduta. Quel che si vuole proporre in questa sede concerne due zone dorsali utili in modo speciale ad una corretta postura verticale, ed a cui corrispondono alcuni punti del Vaso Governatore. Le due zone sono la lombare e la cervicale, rispettivamente con le loro 5 e 7 vertebre. Ai praticanti della meditazione seduta è ben noto il precetto del mento rientrato, con le orecchie sulla verticale delle spalle e il naso su quella dell’ombelico, cui si accompagna l’estensione, morbida e non rigida, della colonna vertebrale a partire dalla quinta vertebra lombare.
I punti del Vaso Governatore che secondo quanto qui proposto risultano particolarmente importanti sono, partendo dal basso verso l’alto e perciò seguendo l’elevarsi dell’Albero della Vita: VG2 - VG3 - VG4 per la zona lombare (corrispondente al koshi), e VG14 - VG15 per la zona cervicale, compresi i tratti di Vaso (e di colonna vertebrale) delimitati dai punti suddetti. Notiamo inoltre che VG2 si localizza presso lo iato sacrale, VG3 presso la quarta vertebra lombare, VG4 presso la seconda vertebra lombare, VG14 presso la settima vertebra cervicale e VG15 presso la prima vertebra cervicale.
Riferire sulle rispettive specificità dei punti suddetti e del corrispondente trattamento terapeutico attraverso lo shiatsu e l’agopuntura non rientra nelle mire delle presenti considerazioni, anche perché richiederebbe la competenza di un esperto. Non di meno, però, si può notare come nella pratica della meditazione seduta le due zone in questione debbano essere impegnate simultaneamente e dialetticamente: al tirare indietro la zona cervicale ha da corrispondere lo spingere in avanti la zona lombare, e ciò per mantenere la solida verticalità della postura necessaria ad una regolare circolazione del Ki (Kinagare), la quale, ed ecco quel che si vuol proporre in questa sede, possiede già di per sé una certa proprietà terapeutica. Detto in parole povere, il binomio verticalità/circolazione del Ki fa bene al praticante.
Difatti, «molte malattie dell’organismo hanno origine da un difetto di scorrimento del Qi e del Sangue; la colonna vertebrale, quale arteria principale della circolazione di Qi e Sangue nel corpo, teme maggiormente le stasi. Se la colonna, questo asse centrale dell’organismo, è libera da blocchi, il Sangue e il Qi circoleranno regolarmente, e solo a questa condizione potranno portarsi via i depositi, idratare e nutrire l’intero organismo, espellere le patologie» (Dott. Zhang Jianmin, chinalink.it/2/blog/?p=750).
Pertanto, non è da escludere che il particolare impegno delle due zone prese in esame, in ordine alla verticalità grazie alla quale il Ki può liberamente scorrere, possa avere un particolare  benefico effetto sia sull’area lombare (VG2 - VG3 – VG4) sia sull’area cervicale (VG14 - VG15) per la prevenzione o attenuazione delle possibili rispettive patologie. E ciò, senza perdere di vista il Vaso Governatore nella sua interezza e nel quale, secondo gli esperti, «uno squilibrio di energia può essere causa di pesantezza della testa, muco, vertigini, tremori e disordini mentali» (generazionebio.com/vaso-governatore.html).
Di passaggio, si può notare come la verticalità della postura sia utile anche alla messa in comunicazione del sistema neuro-cerebrale (la testa) col sistema neuro-enterico (la pancia, hara), quest’ultimo molto importante agli effetti del pensare con la pancia, hara de kangaeru, e non soltanto con la testa, cioè in modo esclusivamente intellettualistico; quindi il pensare con tutto il corpo, in modo più profondo.
E, forse, interpellando la tradizione spirituale dell’India, non sarà azzardato vedere anche un’omologia fra il Ki che liberamente scorre ed il bianco Sattva quale energia contemplativa equilibrante ed ordinatrice che opera a “redenzione” del nero Tamas quale passività-ristagno-inerzia e del rosso Rajas quale passionalità-irruenza-azione.
Per finire, si ribadisce l’opportunità dell’applicazione pratica del principio della Verticalità e quindi dell’Elevazione inerente alla Meditazione seduta: come la piramide, fondati possentemente sulla Terra, ci si eleva crescendo in Verticalità e ci si consuma sino a che, al Vertice, si tocca il Cielo. Pertanto, quando la consumazione sarà perfetta, shisei e kata, ovvero postura e azione, non saranno più soltanto opera del praticante bensì soprattutto del Cielo.

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